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MIRIFIUTO

26/07/2007

Al museo con la munnezza

Guarda il video dei Munnezza boys su YouTube.

Anteprima video MIRIFIUTO su YouTube

La munnezza è il nostro orgoglio. Non lasciarla bruciare. Non fartela fregare. Al BAD museum la tua munnezza diventerà
opera d’arte ed avrà più valore perché … la munnezza sei tu.

(Fonte http://www.bunkerart.org)

Ancora emergenza rifiuti

26/06/2007

A-smaltimento rifiuti nella provincia napoletana

Continua l’emergenza rifiuti senza precedenti!

Visualizza il video dei Munnezza boys su YouTube.

Visualizza il video dei Munnezza boys casoriani sull’emergenza rifiuti

Questi filmati sono stati girati Sabato 9 Giugno 2007 alla vigilia di Genoa-Napoli (sfida promozione per la serie A del campionato di calcio italiano).

Sono  una testimonianza di quanto grave sia l’emergenza ambientale che riguarda la provincia e le periferie di Napoli dal Settembre 2006, e come la popolazione locale, impotente, si sia quasi assuefatta a questa cronica emergenza rifiuti, di fatto la nuova normalità. Con il caldo estivo i rischi sanitari aumentano se possibile ancor più e si vociferano casi di colera, strane forme di epatiti ecc. Fra le tante voci, il rischio è che qualcosa non sia falso, come certa è l’alta probabilità per le popolazioni locali di contrarre tumori nei prossimi anni, a causa dei continui roghi appiccati alle montagne di rifiuti, roghi alla diossina e chissà cos’altro sprigionato dalla tipologia veriegata di rifiuti accumulati lungo le strade.

Il video mostra le zone abitate, mentre nelle località più periferiche (ad esempio raccordi a strade statali o autostrade) la condizione è ancor più drammatica, con chilometri di rifiuti giacenti ormai da mesi.

Cul de sac

09/05/2007

(Roman Polanski, Ing – 1966)

Locandina di “Cul de sac”

 Trama

Giorgio, un industriale di mezza età, dopo il divorzio dalla moglie Agnese ha venduto la sua fabbrica e, acquistato un vecchio castello isolato, vi si è trasferito con la sua giovane seconda moglie Teresa. Giorgio gode della tranquillità del luogo, mentre Teresa trova sfogo alla sua noia intessendo furtivi amori con occasionali visitatori del castello. Un giorno giungono nel maniero due malviventi inseguiti dalla polizia: Alberto, che muore poco dopo in seguito alle ferite riportate in uno scontro a fuoco, e Riccardo, un brutale gigante che si istalla da padrone nella casa di Giorgio. Le reazioni dei due coniugi ai soprusi del bandito sono opposte: l’uomo cerca soltanto di salvare la pelle; la donna, invece, disgustata dal pavido atteggiamento del marito, sembra attratta dalla rozza vitalità di Riccardo. Allorchè il bandito decide di abbandonare il castello, Teresa, delusa dall’indifferenza dimostrata da questi nei suoi confronti, istiga Giorgio a ucciderlo. Il bandito cade sotto i colpi di fucile di Giorgio, il quale si illude di aver riconquistato con questo atto la sua dignità di uomo e l’amore di Teresa. Ma la donna fuggirà nella stessa giornata con un aitante play-boy, lasciando il povero Giorgio in una solitudine senza scampo.

(Fonte: http://www.municipio.re.it)

Blow up

16/03/2007

(Michelangelo Antonioni, Ing/Ita 1966)

Locandina Blowup

Trama

Thomas, un fotografo annoiato del fascino sensuale delle modelle che passano nel suo studio e nella sua vita, per reazione si propone di realizzare un fotolibro che vuol essere uno studio della vita di Londra in tutta la sua realtà. Attratto dalla calma che vi regna, si sofferma in un parco dell’East End e qui riprende le effusioni sentimentali di un uomo e di un donna; quest’ultima se ne accorge e lo insegue fino a casa per chiedergli la consegna della pellicola: è così disperata da offrirsi a lui, pur di riaverla. Con un trucco Thomas sostituisce il negativo, quindi comincia a sviluppare e ad ingrandire le fotografie. Vengono in tal modo alla luce alcuni particolari, come la mano di un uomo che tiene una pistola ed una strana ombra sull’erba che potrebbe essere un cadavere. Non sapendo se è stato testimone di un delitto o se lo ha evitato, Thomas ritorna di notte nel parco e trova veramente un cadavere, che tuttavia il giorno dopo non c’è più. Egli non riesce quindi a trovare la verità di ciò che la sua macchina fotografica ha visto e rimane così in balia di se stesso a misurare l’indistinto confine che separa la certezza dalla realtà.

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Quel pomeriggio di un giorno da cani (Dog day afternoon)

13/02/2007

(Sidney Lumet, USA 1975)

Locandina del film

Trama

Il 22 agosto 1972, tre balordi assaltano una banca di Brooklyn. Uno dei tre si tira subito indietro e scappa; Sal e Sonny restano intrappolati nei locali della banca dopo l’intervento fortuito della polizia. Ha inizio un allucinante e per certi aspetti grottesco braccio di ferro tra i due rapinatori e le forze dell’ordine: in mezzo c’è il personale della banca. Sonny riesce a parlamentare e a contrattare le condizioni per la fuga; poi, però, l’Fbi prende in mano le operazioni.
Sidney Lumet ricostruisce la vicenda in un film nervoso e ben scritto (Oscar alla sceneggiatura), che non dà tregua, ottimamente servito da un Al Pacino caricatissimo a cui fa da spalla un bravo John Cazale.

Un noir che diventa una commedia nera, poi una tragedia e una metafora.
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Fino all’ultimo respiro (À bout de souffle)

26/01/2007

(Jean-Luc Godard, Fra 1960)

Fino all’ultimo respiro

Opera prima di J.-L. Godard, questo film sul disordine del nostro tempo divenne il manifesto della Nouvelle Vague e, insieme con Hiroshima mon amour (1959) di Alain Resnais, contribuì alla trasformazione linguistica del cinema negli anni ’60, sfidando le regole canoniche della grammatica e della sintassi tradizionali. L’anarchismo di cui fu accusato (o per il quale fu esaltato) è più formale che contenutistico: nelle peripezie dell’insolente J.-P. Belmondo che fa il duro, imitando Humphrey Bogart, si nasconde molta tenerezza.

Il Morandini – Dizionario dei film, Zanichelli

Un progetto ferreo guida le azioni di Michel Poiccard (ha anche un nome falso – Laszlo Kovàcs – per sfuggire alla polizia), banditello insolente di una improbabile malavita. Più i gesti e le decisioni sembrano liberi, più si avverte la costrizione del destino. Il caso è il padrone della vita di Poiccard, così come del film è padrone un regista impegnato a scardinare la sintassi cinematografica per inventarne una nuova, ancora più vincolante (il coordinamento delle azioni ha la precisione matematica di un congegno perfetto).
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Le mani sulla città

21/11/2006

(Francesco Rosi, Fra/Ita 1963)
Header Le mani sulla città

Trama:

Il crollo, con morti e feriti, di un palazzo in un vicolo di Napoli, provoca la denuncia del costruttore Eduardo Nottola, consigliere comunale di un partito di destra. Un’inchiesta viene svolta nei suoi confronti, ma non approda a nulla, anche se egli ne esce irrimediabilmente compromesso agli occhi dell’opinione pubblica, fino al punto che i compagni del suo stesso partito lo pregano di ritirare la candidatura alle imminenti elezioni comunali. Ma Nottola è un uomo che conosce l’ambiente in cui si muove e sa bene che, perso il potere, un uomo come lui no conta più nulla e sarà sempre alla mercé di quelli che comanderanno. Perciò, proprio sotto le elezioni, passa, con quattro consiglieri suoi amici, nelle file del partito di centro. Provoca con questo suo atto il rovesciamento della maggioranza in consiglio comunale e la sconfitta del suo partito d’origine. Ma l’odio dei suoi compagni cederà di fronte al pericolo di compromettere la realizzazione di un grandioso progetto edilizio in cui tutti hanno più o meno confessabili interessi.

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